Il progetto sviluppato per Livio Seguso con Hstudio, che ha curato la direzione creativa, la definizione dell’impianto narrativo e la progettazione dell’interfaccia, ha rappresentato un intervento di grande responsabilità: tradurre un universo artistico complesso in un ambiente digitale solido, performante e coerente con la visione originaria dello scultore. L’obiettivo condiviso era dare forma a un sito web capace di diventare non solo un archivio, ma una vera e propria opera digitale: un omaggio in grado di restituire l’essenzialità e la profondità del suo pensiero.
Un’eredità artistica che trova voce nel digitale.
Il sito è stato concepito come spazio narrativo in grado di raccontare la genesi artistica in capitoli distinti, rispettando la progressione e le trasformazioni che hanno segnato la sua ricerca. Ogni sezione diventa un atto di memoria, che raccoglie opere, materiali e testimonianze, proiettandoli in una dimensione internazionale. Questa architettura consente di restituire non solo il percorso cronologico, ma anche la trasmutazione ideativa che ha portato lo scultore dal vetro puro a un dialogo con acciaio, marmo e legno.
Uno degli elementi più significativi di questo progetto è stato il connubio tra due mondi apparentemente distanti: da un lato l’artista nato nel 1930, con una formazione profondamente radicata nella tradizione muranese, dall’altro la necessità di trasferire la sua opera nell’universo digitale contemporaneo. Il sito web non è stato concepito come semplice trasposizione tecnologica, ma come dispositivo culturale che proietta il suo immaginario nel futuro, restituendo l’equilibrio tra rigore intellettuale, nitore dei volumi ed eleganza poetica.
Il risultato finale si pone come omaggio e al tempo stesso come strumento di diffusione internazionale. Una memoria digitale capace di custodire e trasmettere valori artistici e culturali, permettendo a pubblici differenti di avvicinarsi al pensiero e alle opere di Seguso. In questo modo il sito web diventa archivio, ma anche veicolo identitario che rinnova il legame tra tradizione e innovazione, confermando la possibilità di far convivere un linguaggio artistico nato nel Novecento con le logiche comunicative del presente.